Bonorva, Chiesa di San Lorenzo di Rebeccu

Narrazione:

L’artista e scrittore britannico William Morris definì l’architettura, nell’accezione più ampia, come
“l’insieme delle modifiche e delle alterazioni introdotte sulla superficie terrestre, in vista delle necessità umane, eccettuato solo il puro deserto”.

Il romanico, con le sue infinite variazioni architettoniche in dialogo armonico col paesaggio, sembra concepito per dare corpo a questa interessante definizione.

La chiesa di San Lorenzo, posta su un’altura in totale armonia con lo spazio che la accoglie, è proprio una di queste ‘variazioni’.

Il nome “Rebeccu” fa riferimento all’affascinate e leggendario villaggio medievale nelle vicinanze, ormai abbandonato.
Non abbiamo notizie specifiche relative alla sua edificazione, ma l’analisi strutturale dell’edificio e il ritrovamento, avvenuto nel 1831, di un sigillo in piombo di Barisone II, giudice di Torres tra il 1147 e il 1186, ci consentono di inquadrarne cronologicamente la realizzazione nella seconda metà del XII secolo.

La pianta è a una sola navata con abside orientata a est.

Il paramento originario è in conci in calcare con inserti di basalto: un chiaro accenno alla bicromia.
La facciata esibisce un campanile a vela e un portale architravato sormontato da una lunetta.
Larghe paraste d'angolo contornano la base degli spioventi, caratterizzati dalla presenza di cinque archetti.
In entrambi i frontoni una luce cruciforme illumina l'aula.

Agli inizi del XIX secolo la chiesa subì una parziale demolizione, trasformandosi in cava per la costruzione della parrocchiale di Rebeccu. Nel 1982 sono stati restaurati il fianco sud e il tetto in legno.
Mentre ci incamminiamo verso la prossima tappa, questo piccolo gioiello, perfettamente incastonato tra le colline, lascia in noi il riverbero delle sue belle forme.

Bibliografia:

V. Angius, voci "Bonorva", "Ribeccu", in G. Casalis, Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il re di Sardegna, Torino, G. Maspero, II, 1834, p. 435; XV, 1847, p. 204;
P. Martini, "Sigillo di re Barusone", in Bullettino Archeologico Sardo, IV, 1858, pp. 90-91;
G. Lilliu, "Va in rovina presso Rebeccu la chiesa romanica di San Lorenzo", in La Nuova Sardegna, 29 settembre 1972;
A. Sari, "Aggiunte a L'architettura del Medioevo in Sardegna di Raffaello Delogu", in Archivio Storico Sardo, XXX, 1976, pp. 211-217;
A. Sari, "Nuove testimonianze architettoniche per la conoscenza del Medioevo in Sardegna", in Archivio Storico Sardo, XXXII, 1981, pp. 95-100;
R. Serra, La Sardegna, collana ''Italia romanica", Milano, 1989, pp. 400-401;
R. Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo '300, collana "Storia dell'arte in Sardegna", Nuoro, 1993, sch. 92;
R. Coroneo, Chiese romaniche della Sardegna. Itinerari turistico culturali, Cagliari, 2005, p. 55.

Potrebbero interessarti anche

Tergu, Nostra Signora di Tergu

Tergu, Nostra Signora di Tergu

Tergu, Nostra Signora di Tergu Molte chiese del romanico isolano hanno intrecciato la propria storia con quella di vari ordini monastici attivi in Sardegna in età medievale.  Molte chiese del romanico isolano hanno intrecciato la propria storia con quella di vari...

Suelli, Chiesa di san Pietro

Suelli, Chiesa di san Pietro

Suelli, Chiesa di san Pietro Nel medioevo molte città e centri abitati videro il manifestarsi di una continuità d'uso tra il foro e la piazza principale, destinata a mercato e progressivamente arricchita di edifici e funzioni pubbliche. Anche in Sardegna incontriamo...

Massama, Oratorio delle Anime

Massama, Oratorio delle Anime

La storia dell’umanità ha seguito spesso i percorsi segnati dalle vie di comunicazione, nella loro eterogenea conformazione che va dai semplici sentieri sino alle imponenti vie imperiali di età romana. Questa relazione si fa manifesta ad esempio nei toponimi, che ne...

Share This